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QUASI AMICI, L’OTTAVA EDIZIONE ALZA ANCORA L’ASTICELLA

QUATTRO GIORNI IN CAMMINO IN VAL DI CEMBRA

Dal 1° al 4 ottobre il progetto di AIPD Trentino APS porta 15 giovani adulti con trisomia 21, volontari ed educatori lungo il Cammino delle Terre Sospese. Un nuovo passo verso l’autonomia, la relazione e la scoperta delle proprie risorse.

Ci sono progetti che crescono perché ripetono un’esperienza. E altri che crescono perché, anno dopo anno, chiedono ai propri partecipanti di fare un passo in più.

È questa la storia di “Quasi Amici – lo sport come palestra di relazioni inclusive”, il progetto di AIPD Trentino APS che giunge quest’anno alla sua ottava edizione e che dal 1° al 4 ottobre 2026 affronta una nuova sfida: quattro giorni di cammino in Val di Cembra, lungo il Cammino delle Terre Sospese, insieme a 15 giovani adulti con trisomia 21, educatori e volontari.

Il cammino rappresenta il momento finale di un percorso che, nel corso degli anni, ha progressivamente alzato l’asticella delle esperienze proposte. Dalle prime gite brevi si è passati a uscite più impegnative, alle notti in rifugio e, lo scorso anno, al progetto “Quasi in vetta”, dedicato alla camminata in montagna e alla preparazione di una sfida sull’Alta Via del Granito. Ora il passo successivo è un vero cammino di più giorni.

Non significa soltanto aumentare chilometri e dislivello, ma imparare a vivere un’esperienza più lunga, fatta di fatica, organizzazione, adattamento, imprevisti, condivisione e responsabilità. Un’occasione per uscire dalla propria zona di comfort e scoprire, passo dopo passo, risorse e capacità che forse non si pensava di possedere.

Il programma prevede quattro giornate di percorrenza nella Val di Cembra, con itinerari che richiedono impegno fisico e la capacità di affrontare salite e dislivelli, sotto la guida di Luca Stefenelli, accompagnatore di media montagna.

Il Cammino delle Terre Sospese è particolarmente significativo per lo spirito dell’esperienza. Il tracciato attraversa la Val di Cembra tra piccoli paesi, vigneti terrazzati, boschi, masi e luoghi di interesse naturalistico e culturale. La filosofia del cammino lo presenta non soltanto come un percorso fisico, ma come un progetto di comunità fondato anche sui valori dell’equità e dell’accoglienza.

Ed è proprio questa dimensione comunitaria a incontrare la filosofia di Quasi Amici.

VOLONTARI, NON ACCOMPAGNATORI: COMPAGNI DI VIAGGIO

Una delle caratteristiche centrali del progetto è la presenza dei volontari, coetanei dei partecipanti, che scelgono di mettere a disposizione una parte del proprio tempo per vivere un’esperienza autentica di relazione.

Il loro ruolo non è quello di essere “di supporto” alle persone con trisomia 21. Sono, prima di tutto, compagni di viaggio.

Si cammina insieme, si parla, si scherza, si affronta una salita, ci si aspetta, ci si incoraggia, si condividono la stanchezza e la soddisfazione dell’arrivo. In questo stare insieme, la distanza tra “chi aiuta” e “chi viene aiutato” progressivamente perde significato. La relazione può diventare paritaria, fino a trasformarsi, come suggerisce il nome stesso del progetto, in qualcosa di molto vicino all’amicizia.

È questa una delle scommesse culturali di Quasi Amici: creare occasioni nelle quali le persone possano incontrarsi prima ancora che venga definito il loro ruolo e nelle quali la trisomia 21 non sia l’elemento attraverso cui leggere tutta la persona.

GUARDARE ALLE RISORSE, NON AI LIMITI

L’esperienza nasce dalla volontà di AIPD Trentino di proporre uno sguardo diverso sulla disabilità: uno sguardo capace di partire dalle risorse, dai desideri, dalle capacità e dalle possibilità delle persone, anziché concentrarsi esclusivamente sui limiti.

Sport e montagna diventano in questo senso strumenti, non fini. Offrono occasioni concrete per sperimentare autonomie, affrontare difficoltà, prendere decisioni, chiedere aiuto quando serve e scoprire nuove risorse.

La progressione delle otto edizioni racconta proprio questo: non abbassare l’asticella in ragione della disabilità, ma costruire le condizioni perché ciascuno possa mettersi alla prova e affrontare nuove esperienze, con i propri tempi e con il sostegno del gruppo.

La montagna offre inoltre un ambiente nel quale molte delle differenze che normalmente strutturano le relazioni quotidiane perdono centralità. Sul sentiero si è tutti chiamati a camminare, a gestire la fatica, a rispettare i tempi degli altri. La meta diventa qualcosa da raggiungere insieme.

Per questo, quando si parla di montagna inclusiva, AIPD Trentino invita ad allargare lo sguardo: l’inclusione non riguarda soltanto l’abbattimento delle barriere fisiche e l’accessibilità dei percorsi. Riguarda anche la possibilità, per una persona con disabilità intellettiva, di essere riconosciuta pienamente come persona, compagna, amica, sportiva, viaggiatrice, con desideri e capacità da mettere in gioco.

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